Sicurezza in strada: proposte per la mobilità casa scuola

piedibus

La mobilità infantile è uno degli aspetti che ha maggiormente risentito della grande trasformazione dell’ambiente urbano, con ricadute negative sul benessere e sullo sviluppo psico-fisico dei più piccoli. Nonostante l’86 per cento delle famiglie italiane abiti a meno di un quarto d’ora a piedi dagli istituti scolastici, sono almeno dieci milioni le persone che scelgono di percorrere il tragitto in automobile (rif. articolo La Repubblica).

L’affollamento di auto che si concentrano anche all’ingresso delle scuole di Limena e lungo le strade adiacenti confermano questo dato e preoccupano per l’incolumità dei più piccoli, costretti a districarsi tra le auto in movimento e quelle in sosta selvaggia, anche sopra le piste ciclabili, come documentato da articoli della stampa locale.

L’impegno dei vigili urbani a sanzionare manovre pericolose e soste selvagge interviene solo sull’aspetto più macroscopico del problema: ma l’altissima concentrazione di auto nelle vie di accesso e davanti all’ingresso della scuola in concomitanza con l’ingresso e l’uscita dei ragazzi rimane un potenziale pericolo.

Il nostro circolo in più occasioni ha proposto l’istituzione anche a Limena di pedibus e bicibus, veri e propri servizi autobus, su due piedi o due ruote, formati da un gruppo di bambini “passeggeri” e da adulti “autisti” e “controllori”. Due modi per aiutare i ragazzi ad acquisire uno stile di vita sostenibile, riappropriarsi del piacere di camminare o di pedalare, fare del sano movimento, conoscere il proprio quartiere e le regole della strada in tutta sicurezza. Ma anche un modo per ridurre le emissioni inquinanti soprattutto nella nostra area della “grande Padova” (il capoluogo e tutti i comuni della cintura) dove si registrano ancora livelli superiori ai limiti.

Proprio dalla scuola possiamo iniziare a costruire quella mobilità urbana “intelligente”, che riduca le emissioni e aumenti vivibilità e sicurezza soprattutto per chi sceglie di spostarsi in maniera sostenibile. Intervenire si può: uno studio dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istc–Cnr), l’autonomia dei bambini italiani nello spostamento casa-scuola è passata dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre il 41% dei bimbi inglesi e il 40% di quelli tedeschi raggiungono tranquillamente gli edifici scolastici da soli.

Scelte che vanno favorite e incentivate dalle amministrazioni: come emerso dall’ultimo dossier di Legambiente “Ecosistema Scuola”, meno di un edificio su cento (0,8%) si trova all’interno di aree pedonali, il 4,5% in zone ZTL e solo il 9% in zona 30. Ad oggi si attesta al 12,6% la percentuale nazionale di scuole con percorsi di piste ciclabili e a 6,9% quella di servizi di pedibus e bicibus attivi.

Invitiamo tutti, amministratori pubblici, genitori, insegnanti, nonni a compiere a piedi con i più piccoli il percorso per raggiungere gli edifici scolastici in modo da identificarsi nei bisogni di mobilità dei cittadini sotto il metro e mezzo e iniziare a trovare con loro soluzioni per un migliore accesso a scuola.

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