Quando “gli altri” ci rompono le uova nel paniere

Esiste sempre una linea sottile tra l’informazione e l’allarmismo. È successo per l’ennesima volta in estate con le uova, simbolo di vita.

Purtroppo, a causa dell’errata manipolazione dell’uomo, che le ha contaminate con il fipronil (un antiparassitario abitualmente utilizzato per cani e gatti), rendendole tossiche, Uova2le uova “degli altri”, quelli che hanno sbagliato, ci hanno fatto pensare che in un mercato globale dove il prezzo detta legge noi eravamo le vittime.

Ma solo pochi giorni dopo anche la nostra provincia è stata oggetto di dubbi sulla salubrità della sua produzione per colpa di alcuni focolai di influenza aviaria H5N8. Ironia della sorte, è stato proprio un paese dell’oriente (che fu oggetto dell’epidemia più di un decennio fa) a bloccare in via precauzionale le importazioni.
E le parti si sono invertite. Non eravamo più “noi” i minacciati, ma quelli che avevano sbagliato qualcosa, quelli che non erano stati sufficientemente scrupolosi.

Le indagini  appureranno se l’allerta aveva dei fondamenti o no, ma è interessante riflettere sulle dinamiche che si innescano quando ci si sente truffati o si è truffatori. Una contrapposizione sterile che crea antagonismo e sfavorisce la collaborazione.
In questo momento storico siamo ancora pieni di situazioni simili.

Uova 1

L’Acqua è inquinata: facciamo parte del bacino interessato? No? Beh, allora non ci interessa.
L’Aria è inquinata: dovremmo cambiare le nostre abitudini per porre rimedio? Beh, allora non ci interessa.
La Terra è sempre più cementificata: questo crea periodicamente dei problemi? Beh, mica possiamo fermare l’economia…

Forse non siamo sempre dalla parte giusta. Forse siamo semplicemente dei distratti conniventi.

 

Uova 1

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